Città di Agropoli

Ospedale Civile, giornata di mobilitazione del 14 giugno a Salerno. Alfieri invita tutti i sindaci salernitani

Il sindaco Franco Alfieri invita tutti i  sindaci della provincia di Salerno a sostenere la battaglia a difesa dell’Ospedale Civile di Agropoli. Venerdì è in programma a Salerno una manifestazione di protesta presso la sede della direzione generale dell’Asl. Per tale appuntamento, il primo cittadino di Agropoli chiede la presenza dei colleghi sindaci salernitani.

«Stiamo portando avanti una battaglia di civiltà – afferma il sindaco Franco Alfieri – Non è la lotta di una singola comunità che vuole difendere il proprio pronto soccorso, ma l’esigenza di garantire a tutti i territori uguali risposte in termini di diritto alla salute. Non è una richiesta di solidarietà, ma l’appello a sostenere concretamente un grido di allarme legato ad un malgoverno che, oggi coinvolge Agropoli, ma che, come una marea che travolge tutto, in futuro potrà, senza esitazione, colpire qualsiasi realtà. Noi sindaci, purtroppo, siamo l’unico baluardo rimasto per i cittadini contro le ingiustizie e, quindi, è nostro dovere combattere per loro e con loro».

Nella lettera inviata ai sindaci, Alfieri spiega i motivi del suo appello. «Con una nota del Direttore Generale, l’Asl di Salerno ha infatti comunicato la chiusura del pronto soccorso di Agropoli ed i servizi di radiologia e del laboratorio di analisi. Si tratta di un’autentica sciagura per il nostro territorio. Riorganizzare non può significare negare un diritto fondamentale ai cittadini. Ridurre i costi non può significare tagliare servizi vitali a migliaia di persone. Governare il cambiamento, che oggi più che mai è necessario, non può significare cambiare la possibilità di sopravvivere a uomini, donne e bambini che hanno la sola sfortuna di vivere in un posto piuttosto che in un altro.
 
Sono angosciato – continua Alfieri - Il cinismo, l’indifferenza, la mancanza di volontà nel trovare una soluzione ragionevole, umana, che risponda alle esigenze drammaticamente vere di una popolazione, mi indignano e mi inducono a lottare e, forte del supporto della cittadinanza intera, lotteremo affinché la politica e le Istituzioni ci ascoltino».